Alto Adige in 3 giorni? si può fare! Vi racconto la mia Val badia

Ciao a tutti viaggiatori wild e amanti della natura.

Siete pronti a scoprire una terra ricca di lontane tradizioni? Restiamo in Italia ma le radici lontane e diverse a partire dalla lingua, il ladino, ci porteranno ben oltre perché quella che leggerete non è la solita storia ambientata in montagna. Voglio raccontarvi di una cultura e di un popolo meraviglioso e gentile, vi porto in Val badia.

Il nostro viaggio in Alto Adige è stato subito d’impatto, superato Trento e continuando a salire sempre più vicini ai confini nazionali, lo scenario subisce un mutamento notevole.

Le cime diventano più alte, le cascate più scroscianti e le chiese non sono più morbide e generosamente tondeggianti ma si mostrano in tutto il loro splendore, più raccolte e dai campanili a punta con tetti rossi e spioventi.

Impossibili da non notare, sopratutto se alle spalle a far da sfondo c’è il grigio delle vette Dolomitiche che mette in risalto quel rosso ancora più brillante.

Arrivati nel nostro meraviglioso ed eco friendly Naturhotel Miraval, siamo stati assaliti dall’intenso ed energetico profumo del legno.

La popolazione ladina infatti è nota proprio per le spiccate doti artigiane nella lavorazione del legno, è una tradizione di secoli, è il frutto di un’arte divenuta oramai storica , tutto questo non può che apparire ai nostri occhi abituati al cemento delle città come qualcosa di meraviglioso, caldo e accogliente. 

La scelta sul Miraval è ricaduta non a caso, è fondamentale fare scelte consapevoli anche in viaggio.

Una delle regole sul turismo responsabile impone di rispettare ed investire nelle realtà locali, non prediligiamo mai grandi catene di alberghi standardizzate e senza anima.

Una delle cose che preferiamo per rendere gradevole il soggiorno, è proprio partire da una location che ci faccia immergere nella cultura del luogo.

Qui entra in gioco una delle prime conoscenze che porteremo sempre nel cuore, la meravigliosa Bernadette, che in abiti Tirolesi e il sorriso gentile di una persona che ama la propria terra, ci ha accolto e ci ha permesso di immergerci per un paio di giorni nella cultura ladina più pura e incontaminata.

La meravigliosa stanza curata nei minimi dettagli godeva della viste più commoventi di tutta la valle, un’ enorme vetrata proprio di fianco al letto in legno, faceva da cornice alla natura rigogliosa.

La veranda privata infatti, dava un senso di libertà assoluta. Affacciava direttamente su un giardino naturale ai piedi delle Dolomiti, abbiamo quindi goduto di dolci risvegli e momenti di pace in cui poter fare meditazione e rilassarci davanti un buon libro e una comoda sdraio, coccolati dalle coperte in pile che la sera erano un’ottima compagnia.

Il primo giorno, dopo un’ottima colazione totalmente salutare e preparata in casa dallo chef, ci siamo subito fiondati a prendere la seggiovia S. Croce –  La Crusc nel vicinissimo paese di Badia. 

Carichi di aspettative siamo saliti al volo, abbiamo goduto di un panorama da batticuore, pian piano che si saliva l’aria diventava sempre più fresca e leggera fino a giungere al primo troncone da dove avremmo proseguito la piacevole passeggiata a piedi.

In cima l’attenzione era tutta per i più piccini, simpatici giochi costruiti in legno e un grazioso mini zoo totalmente gratuiti erano a disposizione di tutti.

Estasiati dalla pace che si respirava subito dopo nel bosco, abbiamo camminato per non più di 15 minuti fino a scovare un magico laghetto dall’acqua color smeraldo, il riflesso delle montagne e del cielo non permetteva di distinguere l’inizio del cielo e la fine della terra, tutto era puro e silenzioso.

Ci siamo seduti ad ammirare quella dolce oasi fatata, sembrava di essere in una favola.

Dopo la pausa relax, abbiamo proseguito per circa 40 minuti fino ad arrivare sul punto più panoramico con un  piccolo santuario tirolese dove l’atmosfera si è fatta ancora più mistica. 

In quei momenti se si ascolta bene ci si rende conto che la montagna ci pervade delle sue forti energie positive… provate a recepirle sarà fantastico.

Tornati all’Hotel Miraval e dopo aver goduto di una parentesi di benessere con vista, abbiamo fatto un altro incontro prezioso.

Credo che in ogni viaggio ciò che conti sono le tracce che le persone lasciano dentro di noi, è per questo che ora vi racconteremo la storia di Lukas, un ragazzo di appena 21 anni che con coraggio e passione ha deciso di dedicare la sua vita alla cura e allevamento di cervi, mucche capretti e agnelli. 

Circa un paio di anni fa Lukas ha deciso di credere con il padre nel suo progetto, allevare tra gli altri i cervi ma in maniera speciale, la sua azienda è rigorosamente biologica, gli animali sono liberi, felici e in salute .

Li abbiamo visti scorrazzare e sgambettare sul vasto manto erboso del suo maso e al suo particolare richiamo li abbiamo visti correre verso di lui.

Lukas pur così giovane ha un amore viscerale per la sua terra, ci ha infatti confessato tra un bicchiere di vino e un tagliere di prodotti locali che non riesce a stare in vacanza più di 5 giorni, poi ha bisogno di tornare sulle sue montagne.

Ci ha molto colpito la sua ambizione nel voler condividere con grandi e piccini il suo amore per quello in cui crede. 

Ha infatti costruito un grazioso Point View in legno con un grande vetro dal quale è possibile ammirare i cervi senza rete. Per  educare e coinvolgere con interesse bambini ha anche inventato e messo a disposizione un gioco così che possano imparare divertendosi.

Questa è la sua storia e il suo Parch di Cerf Sompunt merita di sicuro una visita.

E così che tra belle persone, sorrisi e tanta natura giunge per noi il tempo di lasciare la  Val Badia, ma non poteva questo posto meraviglioso non regalarci un ultimo piccolo dono speciale.

Era sera ed eravamo sulla meravigliosa veranda ad ascoltare il rumore del ruscello proprio sotto di noi, quando all’improvviso, dal buio vedo dei puntini tondi luminosi venire verso di me.

In un primo momento mi spavento, subito dopo però capisco e resto a bocca aperta perché in vita mia non avevo mai visto le lucciole. 

Erano tante, luminose e danzavano intorno a noi come fossero in festa. 

La notte era loro, così ammaliata e colma di gratitudine decisi di lasciarle il posto e andare a dormire felice.

Per Trip_or_trip_2.0, Vicky Elia

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